Il nome di Terra
d’Otranto è invece legato al ricordo dell’antica città martire, oggi
ridotta al rango di piccolo comune, ma un tempo città fiorente e famosa
nel campo religioso e culturale, politico, economico e
militare. La parte più meridionale della provincia è meglio conosciuta
sotto il nome di Capo termine che non di rado ricorre anche altrove per
indicare l’estremo sud di una regione.
È circondata per ben tre lati dal mare e il suo profilo costiero è molto
sviluppato, estendendosi in linea d’aria (senza tener conto delle
piccole ma frequenti sporgenze e rientranze) per circa duecento
chilometri:
dai confini, a nord, con la provincia di Brindisi, presso Casalabate
sull'Adriatico, fino a Santa Maria di Leuca e risalendo poi verso
nord-ovest, da questo estremo lembo d’Italia, lungo lo Ionio, ai limiti
della provincia di Taranto. Tuttavia, una così grande ricchezza di coste
e di un così facile contatto col mare non hanno contribuito in maniera
determinante a fare dei Salentini della provincia di Lecce un popolo di
marinai e navigatori. Purtroppo la pesca ha registrato sempre scarsa
consistenza; soltanto due i porti, Gallipoli e Otranto; rarissimi fino a
ieri, i centri abitati sulla costa o in prossimità di essa. Inoltre il
contadino del Salento, che non ha mai avuto dimestichezza col mare, ha
imparato a diffidarne, ad averne paura, soprattutto per i continui
pericoli che proprio dal mare si sono profilati contro di lui. I ricordi
delle invasioni e dei saccheggi ad opera dei Turchi, che culminarono
nella strage degli Ottocento Martiri di Otranto (agosto 1480), sono
ancora ben vivi nell’immaginazione e nelle tradizioni del popolo
salentino. Per questo le coste, a lungo abbandonate, diventarono dominio
incontrastato della macchia e della boscaglia, delle dune e degli
acquitrini salmastri. Anche la campagna non è stata mai abitata; la
popolazione ha preferito vivere concentrata nei numerosi paesi, piccoli
e molto vicini fra loro, i quali, visti su di una carta geografica,
sembrano costituire una fitta ragnatela. Questa popolazione si recava di
buon mattino in campagna, ma rientrava sempre a casa, prudentemente,
ogni sera, al tramonto. Più all’interno, borgate e masserie hanno dovuto
difendersi con torri, castelli e varie opere fortificate, per mettervi
al sicuro le persone e i loro beni, per respingere, ad ogni momento,
l’assalto del nemico invasore. |